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NO ALLE LARGHE INTESE, LAVOREREMO PER UNA NUOVA CA...
Ho sottoscritto convintamente nei giorni scorsi l'appello lanciato da Giuliano Pisapia. Ecco a voi il testo del documento: Di fronte ai te...
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11/02/2017
MI IMPEGNERO' PER CAMPO PROGRESSISTA
L’intervista di Giuliano Pisapia, pubblicata ieri sul Corriere della Sera, è uno squarcio di luce in un momento  in cui la...
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26/01/2017
PERCHÉ HO ADERITO AL GRUPPO DEMOCRAZIA SOLIDALE -...
Nel 2013, dopo l’esperienza da ministro delle politiche agricole nel governo Monti, decisi di seguire il percorso tracciato da quest&r...
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01/04/2016

PERCHE' VOTERO' SI AL REFERENDUM DEL 17 APRILE

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31/03/2016
APPROVATA LA RISOLUZIONE SULLA CONTRAFFAZIONE DELL...
L’aula della Camera ha approvato all’unanimità la risoluzione della maggioranza sulla ‪‎contraffazione‬ ...
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01/04/2016

PERCHE' VOTERO' SI AL REFERENDUM DEL 17 APRILE

PERCHE' VOTERO' SI AL REFERENDUM DEL 17 APRILE

Mentre in tutto il mondo avanzato la scelta di un modello di sviluppo basato sui combustibili fossili e' sempre piu' messo in discussione, la politica italiana si attarda su schemi di sviluppo ormai sorpassati. Mentre la green economy crea migliaia di posti di lavoro e i Paesi piu' avanzati investono con forza in modelli energetici sostenibili noi non troviamo di meglio da fare che prolungare la vita di vecchi impianti di trivellazione a ridosso delle nostre meravigliose coste, rischiando cosi' di compromettere un gia' delicatissimo ecosistema. Il petrolio non e' il futuro, il futuro e' l'energia pulita in un sano rapporto con il territorio e con la qualita' della vita. Il punto di forza del nostro Paese non è il petrolio. Dobbiamo guardare oltre le trivelle, alle straordinarie risorse delle nostre coste e del nostro mare.

Il 17 aprile  non votiamo per dire si o no alle trivelle, andiamo a dire se riteniamo opportuno che le concessioni estrattive entro le 12 miglia marittime, già concesse, debbano terminare alla loro scadenza naturale oppure se debbano essere automaticamente prolungate fino a che il giacimento è produttivo.

Mi preme sottolineare questo aspetto, perchè nella politica italiana è divenuta una costante, che contrasta con lo stato di diritto, la pratica della concessione di proroghe senza scandeze. Inoltre c'è il rischio concreto che con la legge attuale le compagnie petrolifere decidano di mantenere le piattaforme sine die anche quando i giacimenti sottostanti saranno di fatto esauriti.   

Ciò nasconde la possibilità che gli alti costi di smantellamento delle piattaforme ricadano sulla collettività.

Il 17 aprile avremo l'occasione di esprimerci non solo sulle concessioni estrattive, ma sull'indirizzo complessivo da dare alle politiche energetiche del nostro Paese. E' un'occasione da non perdere!

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